Gratitudine!

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Siamo arrivati all’ultimo incontro, tante le attività programmate da tempo da Anne e me e sale una strana sensazione mista di soddisfazione per il percorso fatto coi ragazzi e la nostalgia di non vederci ancora per i prossimi venerdì. Purtroppo, Anne non potrà essere presente per un improvviso lutto familiare e sarò supportata da Camilla Crispino, altra formatrice, e da Emmanuele Ferrarini, presidente dell’Associazione. Mi piace vedere arrivare i ragazzi, salutarci, srotolare i materassini, sedersi e attendere il suono della campana per iniziare l’incontro.

Il venerdì precedente avevamo chiesto ai ragazzi di portare un piccolo oggetto a loro caro per donarlo ad un compagno. Abbiamo sistemato un sacchetto in sala e i ragazzi, a turno, hanno  infilato i loro doni: tutti lo hanno ricordato e vi assicuro che non era affatto scontato! Piccoli semi che germoglieranno! L’incontro prevede alcune fasi riflessive e altre di gioiosa condivisione, tutte con un comune denominatore: la gratitudine. Gratitudine che si può esprimere anche come gentilezza, il prendersi cura, compassione e self-compassion. Ho proposto una pratica che ritengo molto efficace nel portare la riflessione sulla equanimità fra gli esseri, sulla consapevolezza che ognuno di noi può essere persona da amare, persona “difficile” o persona indifferente. Una Metta particolare, con quattro persone. Ci si siede e, dopo aver percepito le sensazioni fisiche sul cuscino o sulla sedia, si entra nel supporto del respiro. Chiedo di immaginare una persona cara alla destra, una indifferente al centro e una “difficile” alla sinistra. Suggerisco di non pensarci troppo e di fidarsi su ciò che sorge nel momento. Porto a considerare le sensazioni fisiche che sorgono verso la persona cara, per poi aprirsi all’idea che questa persona possa risultare difficile per qualcuno e, per la maggioranza degli esseri, indifferente. La stessa procedura per la persona indifferente e per quella difficile. Si medita anche su sé stessi, come persona amata, indifferente ai più e forse difficile per qualcuno. Si conclude con il sentirsi in cerchio, quattro persone alle quali augurare: “Che noi tutti possiamo essere felici, sentirci amati, protetti, al sicuro. Che noi tutti possiamo vivere in pace e in salute”. Le condivisioni sono state davvero molto interessanti e partecipate:

“Sentivo il corpo quasi tremare verso la persona cara e invece verso la persona difficile le mani irrigidirsi, ma poi mi sono commossa quando mi sono sentita seduta fra loro”.

“Ho sentito calore verso la persona cara e una chiusura verso la persona difficile, difficile vedere quella indifferente ed è stato interessante pensare che tutti siamo uguali, abbiamo chi ci vuole bene, chi ci ha in antipatia e chi neppure sa chi siamo. Ci mediterò ancora!”.

La consapevolezza di quanto possa essere importante aprirsi verso sé stessi e verso gli altri anche nelle situazioni difficili, con gentilezza ed empatia! Abbiamo consegnato ai ragazzi dei foglietti e un sacchetto col loro nome. L’esercizio richiesto era di scrivere per ogni compagno una cosa bella, un complimento, qualcosa di gentile. Al termine ognuno inseriva il bigliettino nel sacchetto del destinatario: dodici sacchetti colmi di gentilezza e simpatia! I ragazzi erano molto divertiti ed è stato un momento di vera aggregazione. In seguito, ho proposto alcuni esercizi di Mindful Yoga e al termine una breve meditazione sulla self compassion per sviluppare sempre più la tenerezza e l’accettazione verso sé stessi.
Messo il sacco dei doni in centro, abbiamo invitato i ragazzi a pescare il regalo: divertente vederli allegri e grati anche per un semplice oggetto. Si comprende quanto non sia il costo di un oggetto a donare la felicità, ma il sentire che vi è stato un pensiero, un desiderio di portare calore e attenzione alla persona.
Al termine ho condotto un cerchio di saluti e ringraziamenti dando la parola a tutti ed è stato realmente commuovente sentire le loro parole di gratitudine per questi venerdì passati insieme, del loro desiderio che questa esperienza potesse continuare, dei benefici che stanno notando nella loro vita quotidiana. Ci siamo presi per mano e ci siamo augurati di poter essere felici, di sentirci al sicuro, amati, accolti, in pace e in salute.
Naturalmente non poteva mancare la “cerimonia di chiusura”: la consegna dell’attestato di partecipazione consegnato dal Presidente, uno alla volta, con fragorosi applausi di tutti i compagni di pratica!

Posso solo ringraziare, e sono certa di poterlo fare anche da parte di Anne, per questa esperienza che si è rivelata essere un vero dono da dare e ricevere in egual misura, grate per aver potuto condividere semi di consapevolezza e gentilezza oltre ogni aspettativa.
Nella speranza di poter rivedere i ragazzi, auguriamo a loro ogni bene e tanta felicità!